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Nona preghiera del mio corpo

Ecco il luogo, il corpo inaccessibile
steso come muta fame,
ecco tutte le luci e acque
di questa città murata.

Sopra i tetti, l’eterno piccione tuba
una favola misteriosa di pane e soldi…
Hai trovato la parola, il nome
che erode al midollo?

Hai risolto il terribile enigma,
l’età non vissuta ancora, in nessun luogo
Hai visto quanto dolgono le luci
su questo corpo che scorre senza corrente

Ecco il luogo, il corpo inaccessibile
la fame che lo distese e partorì.
Eccola, questa città murata,
murata d’acqua e luci.

Traduzione di Anastasija Gjurcinova e Mia Lecomte, Nuovi Argomenti, 22.11.2021

Аco Šopov, Небиднина, 1963